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Metal Is ForeverCome Crawling Faster, Obey Your master 17 octobre Amon Amarth - With Oden on Our Side
Finalmente tornano...proprio così...il ritorno dei granitici Amon Amarth dopo il dvd "Wrath Of The Norsemen" è dei più devastanti degli ultimi anni. Il loro sesto album dopo Fate Of Norns è di gran lunga uno dei più soddisfacenti di questo 2006. L'album è diverso, i mid-tempo sono molto vari e sopratutto non annoiano con la loro melodicità cadenzata, in alcuni momenti le velocità sono elevate come non mai e il lavoro nella sua completezza si presenta vario e sopratutto fluido nonostante alcune tracce abbastanza lunghe. I nostri non tornano e tantomeno si voltano a guardare al loro passato, ma bensì si evolvono in maniera straordinaria senza perdere il loro marchio di fabbrica che li contraddistingue ormai da anni, e cioè: energia, vigore, riff pesanti, sezione ritmica straordinariamente paurosa e Hegg che detta legge sia in growl che in scream. Il lavoro non è un concept ma narra delle solite vicende dei vichinghi e non vi sono all' interno del lotto delle canzoni che passano in secono piano. Il lavoro inizia subito con "Valhall Awaits Me", una delle piè devastanti e veloci song. Questa parla di un corraggioso guerriero vichingo che affronta la battaglia senza paura perchè sà che morendo da eroe andrà a riposare nel Valhall, perchè secondo tradizione chi muore da eroe viene scortato direttamente dalle valchirie nel palazzo di Odino. Con "Runes To My Memory" i nostri rallentano un pò ritornando un pò sui vecchi lavori, questa parla di un vichingo che ormai morente chiede di essere abbandonato su una barca con tutto il suo equipaggiamento in modo tale che tutti lo possano vedere (http://www.youtube.com/watch?v=2EdjmB_Dckk). Un pò come Boromir nel Signore Degli Anelli dopo la sua morte...ricordate vero??? "Asator" è un tributo a Thor figlio di Odino e dio del tuono e dei fulmini. Questa è la più breve dell'album con i suoi 3:04 minuti ma è anche una delle più veloci, da citare sopratutto il bel assolo molto veloce rispetto alle loro abitudini. "Hermods Ride To Hell (Lokes Treachery Part 1)" è certamente quella che ha destato più curiosità in me proprio per quel "Part 1" e per la sua malinconica melodia che incanta in maniera spaventosa. "Gods Of War Arise" è cattiva, oscura e prepotente al punto giusto. Hegg la fà da padrone assoluto e sempre ottimamente supportato dai suoi fedeli seguaci. Bellissima nel finale dove i nostri si lasciano andare a quel non sò che di glorioso. La title-track è una antica preghiera pagana che musicalmente risulta essere potente e molto convincente, le chitarre in questa canzone sono da urlo per tecnica e potenza. "Cry Of The Black Birds" sembra in partenza una song dalle ritmiche lente e molto melodiche, in realtà al primo urlo di Hegg i ragazzi scatenano un inferno di assoli e martellate sulle pelli che quasi vien voglia di vederli all'istante dal vivo. La penultima song e anche la mia preferita è "Under The Northern Star", questa è un pò una novità per gli Amon Amarth poichè una semi-ballad non si era mai sentita, davvero micidiali. Onore e rispetto al grande Hegg che trasmette emozioni a go-go. Con "Prediction Of Warfare" si chiude il lavoro dei cazzuti scandinavi. Questa è apprezabilissima sopratutto per il lavoro ritmico, un'altra piccola perla. Cosa posso dire...non inventano nulla, non si rinnovano ma cambiano pelle i nostri, un lavoro micidiale, il mio lavoro del 2006 fino ad ora...e adesso uniamoci in un solo grido: “We return to our ships With silver, slaves and gold” 17 août Saturnus - Veronika Decides To Die
Bene, ecco a voi un gruppone doom da paura, chi sono???? Sono i Saturnus, in parole povere i cugini buoni degli Swallow The Sun, e una band che vanta ormai già qualcosa come quindici anni di attività con più di un album alle spalle. Una band che è rimasta per troppo tempo ancorata all'underground scandinavo e che molto probabilmente abbandonerà dopo questo ottimo lavoro. Il ritorno dei Saturnus cosa ci porta? Emozioni e romanticismo a go go!!! Ebbene si, incantano quasi in tutte le loro tracce, "I Long" sussurra emozioni di disperazione e oscurità, più di dieci minuti di quel qualcosa che a parole nn si può spiegare. Voglio aggiungere prima di andare avanti che i tizi nn sono dei copioni degli Swallow The Sun o My Dying Bride, ma bensì, anche se il loro genere si affacia molto su quel Doom/Death tanto caro a quelle due favolose band i Saturnus riescono comunque a convincerci che i loro quindici anni di attività hanno un peso importante. "Pretend" è ancora più oscura e "cattiva" ma pur sempre malinconica. Se lo state ascoltando spero siate soli, è solo un consiglio per ascolltarlo e carpirlo meglio. "Descending" è una fatica davvero, non è facile scrivere e sopratutto avere il coraggio di inserire nel lotto canzoni come queste, ma i Danesi hanno visto giusto anche in ciò, bravissimi. "Rain Wash Me" si avvicina molto alla più famosa "The Cry Of Mankind" ma appunto non copia, assolutamente no. "All Alone" è un increscere di emozioni che ci porta alla forse più bella song del lavoro. "Embraced By Darkness" come detto prima è la migliore, se non si ha le idee chiare del significato della aprola Doom, allora basta ascoltare canzoni tipo questa che subito i dubbi vengono scacciati via. "To The Dreams" e "Murky Waters" chiudono l'album lasciandomi perplesso, ebbene si, com'è possibile che una band del genere nnon se la filava nessuno prima d'ora??? Non avranno fatto grandi lavori in passato direte voi. Io invece che spinto dalla curiosità hoindagato e ascoltato sono rimasto piacevolmente sorpresa dalla grande qualità dei lavori precedenti che non sono da meno a questo.......Bravi bravi!!!!! 21 juin Daylight Dies - Dismantling Devotion
Per tutti coloro che amano il Doom stile Katatonia, Paradise Lost o Novembre ecco qui una band statunitense che ci presenta il suo secondo lavoro: Dismantling Devotion. Il contenuto è dei più semplici, un nero Doom miscelato con un freddo Death accompagnato da riff pesanti e lunghissimi e un maestoso growl. Cosa cambia allora dal primo lavoro a questo? Le differenze si notano sopratutto dal punto di vista dello stile, i testi sono più brevi facendo prevalere principalmente le parti sinfoniche e sopratutto nella tecnica aumentata ancora in quest'ultimo episodio oscuro. Come già detto prima, i ragazzi traggono molta ispirazione dalle tre bands prima citate, ma riescono comunque ad essere molto originali. Inoltre vorrei apprezzare particolarmente l'artwork di questo splendido lavoro, colori e disegno che ingannano la nostra attenzione come veramente pochi. La prima song "A Life Lesse Lived" è un'apripista paurosa, risulta già essere una delle migliori al primo ascolto e per lunghezza e stile è la giusta song per presentarci questa band. Con "Dead Air" siamo ormai immersi nel pieno significato della parola Doom....catturati ormai da questa nera magia procediamo spediti verso la terza song!!! "A Dream Resigned" si distingue per delle velocità un pò più elevate, ma solo leggermente sopratutto nel finale quando si và in assolo. In "All We Had" i ragazzi conservano un velocità sempre elevata e sopratutto si contraddistingue in maniera molto forte il cantato in growl. "Solitary Refinement" rallenta un pò i ritmi delle due songs precedenti e sopratutto si rifà molto allo stile Draconian da me molto apprezzato! Il cantato non è in growl ma è pulito e dà la sensazione quasi come se volesse esere una momento di intermediazione tra la prima e seconda parte del lavoro. Con "Strive To See" i nostri ritornano in growl e alzano leggermente i ritmi, tutto perfetto fino ad ora. In "Lies That Blind" il cantato è stupefacente, inoltre le chitarre assomigliano molto a quelle dei 'Tallica in ...And Justice For All!!! La title track è a dir poco magica, un lunghissimo viaggio tra boschi innevati e nuvoloni grigi...Che dire!!! Stupefacente...la grande caratteristica di questo lavoro è che le tracce si equivalgono tutte dando al lavoro quella sensazione di un lunghissimo e incantevole sogno.....Per tutti coloro che amano le bands sopra citate e il Doom malinconico questo lavoro non può assolutamente mancare nella vostra bacheca dei grandi capolavori metal!!! 20 mars Tony O'hora - Escape Into The Sun -
Beh.....sotto il vostro naso avete una delle più brutte copertina mai viste, ma per fortuna nel suo interno vi è ben altro che del materiale scadente. In principio tony fù il cantante dei Praying Mantis, poi diventò solista e accompagnato da un certo Carlsson già produttore di Starbreaker e The Battle (Lande/Allen). Risultato dell'opera a dir poco eccezionale. Eccezionale come l'opener di questo lotto che è "Broken Soul". Una song che si presenta quasi magicamente a noi per poi impartirci già i primi ordini sull'ascolto di questa piccola meraviglia. Cadenzata al punto giusto. La title track ci fà decollare di già con un ritornello da capogiro con un Tony in formissima. Bellissimo il lentissimo assolo nella parte centrale. "No More Innocence" è una delle due canzoni che supera i cinque minuti come durata e non stanca minimamente, anzi, riesce a dare una spinta diversa al sonoro della band, non è la migliore ma tiene alto il livello. "High Enough" è la più potente del lavoro, belli i riff, pesanti e cadenzati quasi da genere Metal. Noto qualcosa di simile ai linkin park in quest'ultima, anche se lontanamente simile. "My Final Prayer" rallenta un attimo i ritmi sparandoci poi tutto ad un tratto un breve e intensissimo assolo da paura che ci accompagna alla prossima traccia. "Dreamless Nights" fà numero, bella ma non spicca in questa piccola meraviglia che è Escape Into The sun. Anche in questa troviamo un'assolo Rock che fà veramente rabbrividire. "More Then We Know" ha un inizio quasi commovente per come batteria e singer si accostano per poi sparare qualcosa che ancora una volta mi ricorda lontanamente i Linkin park, sopratutto nell'esplosivo ritornello. "Close To Me" è interessante perchè è lenta, cadenzata e potente, insomma cupa al punto giusto, probabilmente è la più tecnica dell'intero lavoro. Mancava anche un piano, ed "Evil Love" comincia proprio cosi per poi esplodere abbastanza piacevolmente e tornare su delle ritmiche molto piacevoli. Ora una delle mie due perle che è "Black Wings", la metto al secondo posto, è la song che più si avvicina all'Heavy con la chitarra che la fà da padrona e un'aggresività travolgente. "Star All Over" è la più lunga dell'intero lavoro, ed è quella che meglio rappresenta l'accoppiata Tony/Carlsson con un cantato da paura, effetti magici e assolo sempre Rock al punto giusto, insomma un altro gioiellino dal punto di vista tecnico e compositivo. "Never Alone" è la ballad da capogiro che viene messa per ultima, proprio per esaltare l'ascoltatore con la perla più bella e preziosa. Da non perdere quest'ultima come l'intero lavoro di Tony/Carlsson. Per chi aveva apprezzato i Praying Mantis adesso può rifarsi le orecchie con un lavoro forse anche superiore. Insomma, l'Hard Rock alla fin fine non è poi cosi estraneo a noi, anzi con nuovi personaggi con questa inventiva non può che far bene a se stesso e farci riavvicinare a un genere che sembra quasi appartenere al passato, anche se il sottoscritto non lo ritiene obsoleto o superato.......... 9 mars Macbeth - Malae Artes -
Ecco a voi un'altra band italiana che suona un gran bel gothic molto melodico e sopratutto accativante come pochi, almeno in patria. Per i Macbeth è giunto il momento del terzo capitolo della loro carriera, solitamente il più importante delle band perchè si tratta, nella maggior parte dei casi, della svolta e sopratutto della conferma. Per chi non li conoscesse, potrei dire che sono un incrocio tra Lacuna Coil, Evanescence e Beholder. Grande qualità di questa band è certamente l'utilizzo delle due voci, una maschile e l'altra femminile. L'album si apre con una opening "Nudas Veritas" che non può dir molto, quindi scivola via presto e senza lasciar tracce. "Lifelong Hope" è la prima traccia che ci dà il benvenuto in questo lavoro, apprezzabili i riff di chitarra che danno alla song una certa potenza cadenzata e bravi i due cantanti, sopratutto Andreas. "My Desdemona" è una song maledettamente semplice e terribilmente melodica che porta ad esaltare le grandi capacità melodiche dei nostrani. "Miss Murderess" è a mio avviso importantissima per l'ascoltatore, perchè è un brevissimo riassunto di questo lavoro, e cioè: grande melodia, riff semplici, batteria genuina e importante presenza di suoni elettronici, tanto che all'inizio sembra un pezzo da discoteca. Bella. "How Can Heaven Love Me" è una cover di Sarah Brightman, una cantante new age che non conoscevo. La canzone è molto spettacolare sopratutto nel cantato molto dark/pop e nei cori spumeggianti in certi momenti. "Good Morning" è forse la più scarsa dell'intero lotto nonostante un accompagnamento sinfonico che avrebbe fatto comodo anche in altri frangenti del cd, ma che invece rimarrà un capitolo isolato. Peccato. "Henceforth" è la più cupa di tutte, inoltre Andreas canta spesso in growl abbandonando per un pò la vena melodica precedentemente utilizzata, capitolo interessante per idee più che per realizzazione. "Keep The Secret" è una di quelle songs che ne capisci già il motivo leggendo la tracklist al momento dell'acquisto. Complimenti a Morena che con l'accompagnamento delle tastiere incanta tutti. "Down-Hearted" riprende sopratutto il cantato in growl di Andreas mostrando il lato più cupo di questa band. L'ultima song, "Dead And Gone" è la più elaborata e complicata del lavoro. Morena continua ad essere molto brava e Andreas termina la sua prova con un Growl "melodico". Eccezionale l'utilizzo di archi e di effetti sinfonici particolari. Insomma un lavoro che non cambierà la storia del metal italiano ma che continua a mantenere vivi di luce propria questi Macbeth. Un lavoro con molti momenti melodici che sicuramente non tradiranno gli amanti del genere tutti. Una precisazione solo, citando prima il terzo lavoro come la prova del nove...beh...facciamo prova del nove rimandata, poichè in questo lavoro vi sono tante idee utili per un futuro molto prossimo... 2 mars Fall Of The Leafe - Vantage -
Bello!!! Bello!!! Le mie prime parole dopo la prima volta che ascoltai questo lavoro. Il gruppo in questione proviene dalla fredda Finlandia e si presenta con un look rinnovato. Abbandonato il passato Melodic Death Metal si presentano con un nuovo stile Gothic molto originale e rockeggiante come pochi. Grande prova del singer Tomas Tuominen che grazie alla sua versatilità si presenta alle nostre orecchie come un Eddie Vedder più prepotente e più tecnico. Spettacolare sentirlo cantare e cambiare stile ed espressioni durante le varie songs presenti in questo lavoro. Il disco è certamente molto ruffiano, trascinante e melodicamente irresistibile. La grande qualità di questo lavoro sta proprio nelle ritmiche molto rock che si mescolano alla perfezione con le tematiche gothic evitando che la composizione risulti noiosa come molti lavori gothic presenti in circolazione. "The Fresco" è praticamente una bellissima song che esalta spettacolarmente l'incisività della band. "Morning Works" è perfetta grazie sopratutto per gli arpeggi presenti quasi in tutta la song. "But The Ghosts Here" è da premiare per la sua incisività. Direi una partenza da sballo. Quello che sto evitando di fare è appunto esaltare per ogni song le grandi qualità di questo singer perchè poi diventerei noioso, quindi ve lo ricordo ora e poi non lo ripeto più, lui è eccezionale. "In The Silence Of The Sand" c'è un drastico cambio di ritmiche, visto che diventano un pò più cattive e anche da parte del cantato, questo ci dà quasi un senso di disperazione in alcune parti, quella disperazione rabbiosa che in alcuni momenti si nasconde in noi. "Off The Map, Under The Sun" è una delle tracce più belle di questo lavoro e risulta essere forse la più dark dell'intero lotto. Con "Receiver" siamo giunti all'utilizzo di riff più pesanti e cattivi, bello quando nel mezzo della song il singer a squarciagola e i riff impazziti ci immobilizzano quasi ammaliati dalla bellezza stilistica di questi F.O.T.L. per poi rallentare e riprendere le ritmiche iniziali. Fino ad ora eccezionali. "The Other Room" è una delle più depressive, o per essere più precisi è una delle più gothic, una delle poche che ci dà la sensazione di poter decollare in qualsiasi momento senza mai però farlo. In "Ordeal" abbiamo dei riff ancora sopra la media per pesantezza e sopratutto un gioco compositivo che ci porta in certo momenti quasi a ribaltare le nostre emozioni. "Quiet Citizen" è a mio avviso la più piatta delle tracce presenti in "Vantage" anche se comunque non perde colpi grazie sopratutto all'assolo finale quasi da paura. "Cold Java" è certamente una delle canzoni più trascinanti presenti nell'album. "Discipline And Punish" è una strumentale a mio avviso meravigliosa, suonata in maniera veramente eccezionale, bella come ci accompagna verso l'ultima traccia di questo lavoro. "The End Of Harvest" è la mia preferita. Qui Tuominen decide di prendersi tutti i primi piani disponibili e diventare l'unico vero protagonista di un lavoro quasi magistrale. Insomma, grande sorpresa di questi Fall Of The Leafe che prendono Gothic e Dark Rock e lo mescolano tirando fuori una miscela esplosiva per emozioni e sensazioni senza tralasciare l'aspetto tecnico delle song. Da elogiare senz' ombra di dubbio Tomas Tuominen ma sopratuttotutta la band perchè in alcuni momenti sono di piacevole ascolto nonostante non manchino riff pesanti e cadenzati. Dovessi descrivere con un aggettivo questo lavoro, lo definirei fresco, nonostante sia un icrocio tra Gothic e sopratutto Dark Rock. In parole povere suonano qualcosa di vagamente simile ai nostrani klimt 1918...allora se conoscete quest'ultimi sapete benissimo che non potete lasciarvi sfuggire un lavoro come questo!!! 8 février Benedictum - Uncreation -
E' con immenso piacere che vi parlo di questo lavoro. Un lavoro sensazionale sotto ogni punto di vista. La ricetta di questo cd è: Heavy contaminato, riff rocciosi e un'incazzatisima e potentissima Veronica Freeman. Quello che si ascolta in questo lotto è un tradizionale Heavy con un sound moderno e roccioso. Preparatevi ad assorbire tutta l'energia positiva che schizza fuori da ocni solco di questo cd. Già dopo la prima song rimango sconvolto dalla potenza della cantante. Meraviglioso il coro nel ritornello. "Benedictum" è cattiva ed espressiva grazie al coro in latino e al moto lento e perpetuo del cantato. "#4" ci regala una Freeman da paura e delle ritmiche rocciose come anche in "Misogyny" che continua con l'esaltazione tecnica della cantante. "Ashes To Ashes" è la mia preferita. Potente, veloce e cantato devastante. "Wicca" mi sorprende sopratutto per il lavoro strumantale della band, che forse riesce solo in questa circostanza a mettere da parte la classe di Veronica. "Heaven and Hell" è talmente bella che potrei cantarla anche io sotto la doccia e far impazzire migliaia di metallari gasati. Favolosa comunque veronica come la domina e il resto della band come la potenzia. "Them" riesce a tenere il passo di "Ashes To Ashes" senza sfigurare, anzi. "Two Steps To The Sun" è la song più potente in assoluto, sembra un treno in corsa senza macchinista, peccato che il macchinista c'è e continua a premere su quel fottuto acceleratore e a noi cosi piace. "Valkyrie Rising" è la più Epic di tutte. Eccezionale la voce e la chitarra che mi esaltano per quasi nove minuti. In conclusione, "The Mob Rules", stesso discorso di "Heaven And Hell". Insomma, un lavoro da paura, un cantato che mi ha esaltato e che mi ha fatto mettere in secondo piano il grandissimo lavoro del resto della band. Unica pecca sono le due cover, suonate in maniera paurosa, ma in un debut album inserire due cover meravigliose è troppo, ma certo non è un problema, non mi disturba affatto. Insomma, compratevelo!!! Preparatevi ad assorbire tutta l'energia positiva che schizza fuori da ocni solco di questo cd. 26 janvier Fields Of The Nephilim - Mourning Sun -
Benissimo, finalmente un' uscita musicale non solamente graditissima, ma sopratutto storica. Grande ritorno per Carl McCoy e i suoi "Fields Of The Nephilim". Prima di cominciare vi faccio una breve introduzione su questa grande band e sopratutto sul loro carismatico frontman. I fields nascono discograicamente nel lontano '84 dando un risvolto più filosofico e esoterico al concetto di Gothic. Sintesi dell'interesse di McCoy verso l'occultismo. Infatti il nome della band prende spunto dai Nefilim che come leggenda vuole sono l'unione tra gli andeli caduti e le donne mortali. Enorme fu il successo della band fino al '90 quando produssero "Elizium", dopodichè più nulla fino al '96 con "Zoon" e poi ancora nulla fino al '05 con appunto "Mourning Sun". L'ultimo capitolo della famosissima band di McCoy ripete la storia cambiando pelle ma non il DNA. Atmosfere drammatiche, voce cavernicola e emozioni oscure ci accompagneranno per tutto il tempo. "Shroud (Exordium)" è la prima song del lavoro, ed è terribile il modo in cui le emozioni diventano realtà. Secondo me è ideale come inizio, una intro lunghissima da paura, come solo i Fields sanno fare. Con "Straight To The Light" è McCoy a dominare la scena, da paura come ci ammalia. Inutile dire che i livelli delle song sono altissimi. "New God Dawn" ci porta in quella dimensione parallela dove l'esasperazione delle emozioni si fa intensissima e la paura di non poter tornare indietro si fà più concreta. I nostri hanno intenzione di sbalordirci e ci riescono ancora benissimo con "Requiem XIII". Un cenno d'intesa tra McCoy e l'infinita voglia di emozionarci. Dopo la quiete, la tempesta. Chissà quante volte avete sentito pronunciare queste parole! Infatti con "Xiberia" è proprio quello che accade, i ragazzi ci regalano un pezzo "Industrial" da paura, anche se leggermente fuori dagli schemi. Dopo questo spettacolare show ci apprestiamo ad essere accompagnati verso il malinconico finale di un lavoro ricco di phatos. A salutarci ci pensano "She" e "Mourning Sun". La prima è terribilmente bella, triste e ipnotica. La title track è la mia song preferita, la più opprimente e depressiva del lavoro ci lascia senza fiato e a occhi chiusi immersi in questo mondo popolato da angeli caduti, demoni e presenze. Da citare e complimentare l'interpretazione della band e sopratutto del grandioso McCoy. Dal punto di vista tecnico si notano grosse novità dal punto di vista delle tastiere a discapito delle chitarre, a voi la scelta ora. Per quanto mi riguarda lo ritengo un'album superlativo e certamente uno dei più importanti di questo nostro '06. In conclusione...maestoso!!! 18 janvier Hevein - Sound Over Matter -
Bellissimo esordio per questa band di Helsinki. Bellissima la copertina del loro lavoro e non solo. Il miglior ingrediente di questa band è senza dubbio il sound che si appoggia sopratutto sulle melodie di un violino e di un violoncello. Giusto per farvi emozionare vi rivelo il nome del violoncellista, un certo Max Lilja, si avete capito proprio bene, l'ex violoncellista degli Apocalyptica. Insomma, in un certo momento la chitarra sembra quasi sparire per poi tornare subito con dei riff potenti e precisi a dominare la scena. Bellissimi i ritornelli delle canzoni presenti nell' album. L'album si apre con "As Far As The Eye Can See", una song molto melodica dove si capisce ben presto qual'è l'andazzo del lavoro in questione. Bello il ritornello liberatorio che giunge ben presto. Troppo bella la sezione melodica che ci accompagna verso la fine della song. "Beg To Differ" è una delle song più cadenzate del lavoro. Con "Bleed The Day" i nostri finnici accelerano ancora e il cantato in stile growl la fà quasi da padrone, senza però mettere da parte le melodie che in tutti i momenti del lavoro possiamo gustarci. "Break Out The Hammer" è la sorella della precedente song, simile nella struttura ma diversa nelle emozioni, poichè gli "Hevein" a quanto pare ci tengono a queste tipo di sensazioni. Con "Hold Fast" i ritmi non cambiano, ma la durata aumenta notevolmente per essere una song più ragionata e completa. Ormai siamo a livelli altissimi. Bellissimo il ritornello di questa in partcolare. Con "Iota" sembrano quasi un gruppo da Mtv, ma non sottovalutiamola, rimane una bellissima song, graffiante con un ritornello da capogiro e un finale emozionantissimo. In "Last Drop Of Innocence" i ritmi si affievoliscono di brutto e ne vien fuori un concentrato di sensazioni che riassumono un pò tutta la classe di questi giovanotti. "New Hope" è una instrumental calma, lenta ma non piatta come molte altre del loro genere. "Honly Human" è a mio avviso la song più "scarsa" del lavoro, ma importante perchè ci accompagna verso l'ultima che è "Worth Fighting For". Quest'ultima si apre con un gioco melodico da paura e un riff che insieme al cantato sempre in stile growl e la seconda voce in scream ci suggeriscono di gridare al mondo la soddisfazione di aver ascoltato prima di tanti altri il primo cd di una band che farà tanta strada. il mio consiglio è di non pensarci due volte per l'acquisto di questo cd, in quanto si propone a un target molto vasto di pubblico. Immaginatevi le emozioni del Doom e del Gothic, un Black molto melodico e violino e violoncello ad arricchire il nostro ricettario...cosa cazzo volete in più??? 28 décembre 3 Inches Of Blood - Advance And Vanguish
Spero siate accorsi in tanti alla chiamata del grande generale. C' è una guerra da vincere, e per vincere una grande guerra c'è bisogno di un grande esercito. La battaglia che viene raccontato in questo cd è tra le più epiche mai cantate. Quello che si ascolta qui è troppo. Chiara riferimenti all' Heavy anni '80, ma non solo. Due cantanti che si affacciano nel Black Metal per poi ritornare subito sui loro passi in preda alla furia Epic più esasperata e avvincente che abbia mai sentito. Da citare anche Halford e Udo come due ingredienti indispensabili per la riuscita del lavoro. Eccezionale come escludono la banalità dai testi, voci e musiche questi incazzatissimi ragazzotti. La copertina è eccezionale come riesce ad esaltare il tema fantasy dell' album. I nostri non cantano di epici eroi su bianchi cavalli a spasso per lande desolate in cerca di principesse da salvare, ma bensi, di guerre epiche e immense. Quasi 50 min. di dura e violenta guerra. Il tutto inizia subito con una esplosiva "Fear On The Bridge", e già ci si accorge della qualità del lavoro in questa traccia. Veramente interessante. Con "Deadly Sinner" siamo già a un livello irrangiugibile per la maggior parte delle band Heavy. Una song semplice, diretta e mastodontica. Pubblicata anche come download sul loro sito ufficiale. Mai nessuna scelta fu più giusta. Bravissimo Cam Pipes in "Revenge Is A Vulture", dove è il ritornello a farla da padrone. "Dominion Of Deceit" alza ancora una volta il valore di quest'album con delle cavalcate da capogiro. Dietro già tante vittime. "Premonition Of Pain" ci ricorda che la guerra è ancora linga e dura da vincere.Da "Lord Of The Storm" in poi il cd diventa meraviglioso. In quest'ultima è il cantato che m'impressiona a morte, quanda raggiunge i toni del Black Metal Melodico fà quasi spavento, poichè le chitarre rimangono a cavalcare ancora uno splendido Heavy. Il massimo lo raggiungiamo in "Wykydtron". Non potrei mai spiegarvela, sappiate che è uno dei riassunti Heavy/Epic meglio riusciti della storia del Metal. In "Swordmaster" e "Axes Of Evil" i nostri barbari ci spiegano cosa significa "sfuriata in doppia cassa" e "speed epic metal". Il massimo dei risultati con il massimo della semplicità. "Crazy Nights" è uno di quei diamanti incastonati per diritto e dovere in questo splendido gioiellino dall'accattivante bellezza e incredibile valore intrinseco. "Destroy The Orcs" è tutta cattiveria. Ormai la guerra è vinta. Manca solo il colpo di grazia. "The Phantom Of The Crimson Cloak" è il solito muro di violenza alzato contro il nemico. Due asce che si abbattono sugli scudi senza dar segno di cedimento. Infine c'è "Isle Of Eternel Despair", che è senza ombra di dubbio la mia preferita. In conclusione c'è da dire che i ragazzi non inventano certo nulla di nuovo, ma riescono ad essere comunque efficaci come pochi in passato e sopratutto nel presente. Unico neo, a mio avviso, è la mancanza di originalità nel differenziare le tracce tra di loro. Però non stancano, anzi nel finale riescono a farne aumentare il livello. Conclusione? Uno degli album più belli che ho ascoltato nel 2005. Addio. 23 décembre Neuraxis - Trilateral Progression -
Non sono solito ascoltare "Death Metal", ma quando vi ritrovate tra le mani lavori come questo...beh il minimo che si possa fare è ascoltarlo e innamorarsene. Ecco qui un lavoro che farà balzare non poche persone dalle proprie sedie. I canadesi "Neuraxis" tornano con un nuovo la voro, e che lavoro. La grande qualità di questo album è la violenza presente in maniera incisiva e sopratutto la melodia sparsa quà e là con grande intuito direi. Tranquilli, non ascolterete love songs o peggio ancora cover dei "Blue", ma violento e maledetto "Death". Un lavoro che catapulta molto in alto questi ragazzi che suonano in "Trilateral Progression" facendo esaltare la tecnica e l' atmosfera "Death" in tutto il suo oscuro splendore. Il brano d' apertura "Introspect" è un intro come tanti altri già sentiti. Introspettivo. "Clarity" e "Thought Adjuster" sono le due tracce che meglio esprimono il valore e lo spirito di questo cd. Cattive, violente e maledettamente veloci. In "shattered The Wisdom" assistiamo a uno spettacolo diverso. Si parte a grande velocità per poi rallentare repentinamente, però senza dimenticare che si riparte subito dopo. "A Curative Struggle" è violenta e malata. Si...malata di una grave malattia dove non vi si conoscono cure, LA CATTIVERIA!!! Spero vi siate allaciati le cinture, perchè i ragazzi mi hanno confidato che non hanno nessuna intenzione di rallentare. Ok? Bellissima la cavalcata metallica di "Chamber Of Gaurdians" che si apre con un insolito arpeggio che ben presto diventerà semina di terrore per i più deboli. "Caricature" e "Axiosm" sono due brevi tracce dove nel loro interno vi potete trovare molto del grande tesoro dimenticato dei "Neuraxis". Ascoltate "Axiosm" signori miei e imparate. L' ultima song, "The Apex" è il massimo della violenza "Death Canadese" ma sopratutto della voglia di non rendere tutto eccesivamente complicato come tante band riescono a fare. Probabilmente la si può definire come il riassunto del cd. Violento e introspettivo come poche band sanno essere. Bellissima anche la produzione. Unico neo per quanto mi riguarda, l' artwork dell' album, anche se si sposa bene con le tematiche della band canadese. Se siete indecisi tra loro e Ramazzotti...beh...impiccatevi!!! 13 décembre Manegarm - Vredens Tid -
Per la prima volta scrivo la recensione di un' album "Viking Metal". Posso farvi una confidenza? Meraviglioso. Devastante. Spaccaossa. Poetico. Può bastare cosi. Prendete come base un pò di sano "Black Metal", aggiungete un pò di "Epic Metal" e "Folk Metal". Per dare più personalità alla pietanza un pizzico di cultura rocciosa come quella degli antichi vichinghi e dei loro fiordi, e la ricetta da degustare è un primo piatto spaccastomaco. Ascoltando questo lavoro vengono esaltati i freschi profumi del nord. nelle folkloristiche ballate acustiche di antichi e magici villaggi. Si inizia con una "Intro" e poi con "Sigrblot" che parte a 200, si ferma un attimo per poi terminare a 400. Emozionante nel bel mezzo della poesia come riaccelerano tutto ad un tratto per poi tagliare il traguardo senza più voltarsi indietro. "Skymnigsresca" è diretta quanto la prima con una breve pausa nel mezzo e una continuazione accompagnata da del buon sano "Folk" e un finale tetro. "Kologa Trolltand" è eccezionale, a differenza delle altre è un pò più riflessiva e dà una grande dimostrazione di eleganza. "Dodens Strand" tra le altre cose riesce anche ad essere allegra. Fino ad ora straordinari. "Preludium" è un intermezzo. La title track è possente già dall' inizio con uno spaventoso martellare, ma poi... sorpresa, un dolce cantato femminile contro la violenza di un orco. La battaglia è dura, il tutto termina con l' orco che sbrana la fanciulla in un finale tutto violenza e potenza. Ancora una "Intro". "Frekastein" è con tutta probabilità la song più cattiva. Veramente tremenda. la penultima song per me è la perla di tutto il lavoro. Aggressiva, romantica, rabbiosa, ricca di melodia, "Hemfard". Parte con un cantato femminile, violino qua e là, e tanta rabbiosa aggresività. Impressionante. Infine "Segervisa" che termina come inno per le incantevoli lande disseminate di magia e folkore nordico. Per terminare posso dire che sono sempre fieri i nostri vichinghi a narrarci la loro storia fatta di onore, gloria, scontri e poesia. Troppo bello star li a farsi narrare la storia di un popolo roccioso come quello vichingo. Per me che sono un amante delle terre baciate dal mar del nord ascoltare questo lavoro è stato meraviglioso. Se avessi voluto sarei potuto uscire nudo per strada fiero di me dopo l' ascolto, ma non l' ho fatto per ovvi motivi. Quali? Il freddo...Ciaooooooooooooooooo. 12 décembre Klimt 1918 - Dopoguerra -
11 décembre Nevermore - This Godless Endeavor -
Ben ritrovati ragazzi e ragazze. Ho un grosso problema. Sto ascoltando solo puro e potentissimo "Thrash". In realtà scherzo, anzi mi sto godendo in questi giorni la piena potenza del mio stereo, e vi assicuro che l'unico modo per tenerlo calmo è staccargli la spina. Si chiama Slayer. Piacere. Lassù c'è una bimba, non è dolce? Guardate cosa c'è dietro, il suo gioco preferito. Impalare coetanei. La figlia che vorebbero tutti i genitori, non è vero? Ebbene si, come l'ultimo nato in casa "Nevermore", un diamante in cui ci si perde facilmente nella sua bellezza. Una meraviglia dalle mille facce e mille risvolti. Eccezionale. Tutti sanno delle grosse difficoltà che ha dovuto superare questo gruppo. Litigi, malanni, partenze, certo non il massimo per ricominciare, e loro? Cosa ci tirano fuori? Un lavoro maledettamente bello. Tutto nasce con "Born", meravigliosa creatura frutto di una disperazione innata nell'umanità che trova sfogo attraverso la potenza espressiva di Warrel Dane & Co. bellissimo il tema della song e sopratutto i riff potenziati al massimo delle umane capacità. Se non vi siete accorti, siamo già arrivati in un'altra dimensione. I ragazzi non aspettano proprio nessuno. Una precisazione soltanto, il ritornello è paurosamente bello. In "The Final Product" i boys continuano a martellare con pura violenza tutto ciò che gli si para d'avanti, bello il confronto tra voce e strumenti. Sembra che viaggino separati su due vagoni diversi ma sullo stesso treno, verso la comune destinazione. In "My Acid Words" è emozionante come tra tanta cattiveria musicale giunga quasi dal nulla un ritornello emozionantissimo. Meravigliosa. Aggiungo che questo lavoro tende ad essere terribilmente originale in ogni capitolo. Quindi ogni song è diversa dalla precedente. "Bittersweat Feast" è "Nevermore Style Al 100%". Mi avete capito benissimo. Chitarre ondeggianto e martellanti, voce sadica e distruttiva come un carro armato che avanza senza difficoltà tra svariati ostacoli. Finale che lascia senza respiro. "Sentient 6" si merita la traduzione. Bellissima. A.I. che si ribbella contro i creatori-padroni. Sembra una ballad, ma alla fine...tremenda. Inizia la rivolta. "Medical Nation" ha la grande qualità di nascere nota-dopo-nota per raggiungere con un pò di ritardo il livello delle altre tracce, comunque c'è. Di seguito c'è un Intro e dopo "Sell My Heart For Stones". Questa si presenta come una ballad, di interessante ha l'accompagnamento provvisorio di una seconda voce. Bellissima da cantare nei Live. Bella bella. Ragazzi ci siamo. "The Psalm Of Lydia" è bellissima. Date voce all' artwork dell' album e cantate a tutta forza. "A Future Uncertain" è la song che più mi emoziona tra tema e composizione. I momenti introspettivi rispecchiano perfettamente quelli di ogni uomo, mentre l'esplosione finale esalta terribilmente il significato di estinzione umana. Infine la track che dà il titolo al lavoro...meravigliosa. Parla di un uomo che non riesce a darsi pace, perchè vive e condivide l' irrazionalità del genere umano. Lunghissima, quasi nove minuti, ma eccezionale. Tecnicamente eccedono. Io sinceramente sono rimasto a bocca aperta per più di una volta nell' ascoltare quest' album. Tremendo. L'unica incertezza l'ho provata quando ho notato che parte con una violenza assurda per poi rallentare un attimo e poi ripartire. Comunque tutto nella norma. La tecnica non è mai messa da parte. Il tema è eccitante. Solito scontro tra religione, potere e ragione umana. I ragazzi sfoggiano una forma esaltante. Conclusione? Io dico che ho fatto proprio bene ad accendere lo stereo oggi pomeriggio. L'album "Thrash" dell' anno.
6 décembre Kreator - Enemy Of God -
Inutile, il "Thrash" quando è fatto bene riesce ad ammaliarmi in maniera stupefacente, Conoscete i "Kreator"? Certo che li conoscete, e chi non li conosce. Poco prima ho recensito i "Destruction", se qualcuno si è trovato in comune accordo con me, beh, allora suggerisco di ascoltare anche i "Kreator" poichè sono la formazione storica tra le band teutoniche. Mi riferisco sempre alle band "Thrash". Sapete benissimo quanto in Germania il "Thrash" viaggia su una strada parallela a quella Americana, ma ben diversa. Sapete anche che le stesse band sono sopratutto contro il sistema politico e religioso. Vi lascio quindi immagginare quanto incazzati siano questi gruppi. Guardate la copertina. Solo per la copertina merita di essere acquistato questo lavoro. Non dovesse essere di vostro gradimento lo si può sempre allestire a mo di quadro nella vostra stanzetta, cosi quando entra vostra madre (sempre se non ha già degustato i vostri pezzettini) sviene, o magari la trovate impiccata con un netto taglio di vena per non essere stata una buona mamma. Spero non sanguini troppo, altrimenti poi chi pulisce? Ricordate che mentre scrivo tendo ad ascoltare e a essere quindi sotto l'influenza del cd che sto per recensire. FUCK YOU!!! Scusate, ma dovevo farlo. Il bello dei tedeschi è che sono molto legati alla tradizione musicale, che in tutto questo caos serve per non dimenticare. Avete già capito allora quest' album che binari percorre. Ciò che più mi ha fatto aprezzare quest' album è stato il tema. "Enemy Of God" è ciò che stiamo vivendo in questo preciso istante della storia. Tutti contro tutti in onore di "God", il lavaggio del cervello politico-religioso, il terrorismo, il personaggio che crede di essere il "Messia", etc. etc. Tutto ruota intorno all'ambiguità religiosa di cui siamo insapute vittime. Verissimo e d'accordissimo. Tutte le songs dell' album sono partorite da una sana e pura violenza all'insegna dell'ambiguità politico-religiosa e dall'esperienza ventennale dei terribili "Kreator". La title track ne è l' esempio lampante. Fino a "World Anarchy" ascoltiamo un formidabile "Thrash" pieno di spunti diversi ma legatissimo al genere."Dystopia" personalmente stona un pò in questo contesto da paura. "Voices Of The Dead" parte lentamente per poi tirarci nuovamente per i capelli, ritornello un pò troppo "Heavy" ma può andare. Non c'entra molto con i "Kreator" ma a me piace tanto. Con "Murder Fantasies" e "When Death Takes It's Dominion" mi sono esaltato troppo, lo dico perchè mi sono gasato cosi tanto che ho sbatutto la testa cosi violentemente vicino alla parete di casa che mi sono svegliato tre giorni dopo credendo di essere "Gandalf Il Bianco". Il cd continua con questo andamento perpetuo fino al termine, facendomi ancora una volta esaltare (senza esagerare questa volta) in "Dying Race Apocalypse" e in "The Ancient Plague". Quest'ultima riesce persino a sorprendemi. Meravigliosa. Per me la più bella dell'album. Amo il cantato come quello nell'ultima track accompagnato dalla pura violenza e dagli assoli formidabili. Qualche difficoltà nell'ascolto l'ho riscontrata con "Under A Total Blackned Sky", mentre in "Dystopia" c'è qualcosa che non và, mi sembra messa li a caso, o a cazzo. Boh fate un pò voi. Ora vi manca la recensione degli "Exodus" che trovate sul blog del "Mentalista" per avere tre grandi album nella vostra discografia personale, oltre quello dei "Destruction". Il lavoro è forse tra i tre il più scarso, ma Mille Petrozza e soci hanno un carisma e un modo di suonare affascinante, carisma che a mio avviso manca a qualcuno. L'unico difetto è che i "Kreator" hanno voluto accontentare tutti i loro fan mancando un pò di originalità, ma se il risultato è questo a me và bene. In conclusione và detto che non sarà un capolavoro ma quest'album suonato cosi da loro è veramente eccezionale. Quindi nemici di dio ficcatevi le croci in culo e andatevi a comprare questo cazzo di cd!!! Se l'avete già fatto ricordatevi di togliervi le croci dal culo altrimenti son cazzi. CIAOOOOOOOOOOOOOOOOO
4 décembre Destruction - Inventor Of Evil -
Signori miei, avete notato la copertina? Ma siamo impazziti? Ho appena finito di ascoltare quest'album per la 9999999 volta e giuro che non andrò mai più in macelleria. Cose da pazzi. Immaginatevi in fuga da questo maniaco. L'album rispecchia perfettamente questa tragedia. Lui che alla fine vi afferra e vi fa a pezzettini e il giorno dopo vende i vostri pezzi come carne tritata proprio a vostra madre che vi degusterà con piacere senza sapere. Eccezionale. La macchina distruttiva è nuovamente in cammino. Attenti tutti. il lavoro parte subito a tutta birra,le due prime tracce sbudellano subito un passante. il mostro-macellaio è ancora dietro e non perde colpi. Con "The Alliance Of Hellhoundz" rallentano un attimo i tedesconi, e per noi è il momento di capire in che grosso guaio ci siamo andati a ficcare premendo quel dannato play. Eccezionali le prime due tracce. In questa non sono più schegge ma mantengono dei riff di chitarra che vibrano attraverso le nostre ossa in maniera spaventosa. Maniaci. Quello che noto fin da subito è il loro modo di essere attacati al presente con un genere molto stile anni '80 ma ben inserito nel nuovo contesto musicale. Terribili in "No Mans Land" e "The Calm Before The Storm" dove si riagganciano un pò nel passato per poi catapultarsi nel presente con ascia e follia. Complimenti ai ragazzoni. "The Chosen Ones" continua tutto ciò che era rimasto in sospeso. Cioè tutto. Ricordatevi che voi avete già il fiatone e il macellaio pazzo non dà segni di cedimento. Anzi.In "Deale Of Hostility" e "Under Surveillance" veniamo feriti ma riusciamo con un pò di fortuna a sfuggire al mostro che sembra rafforzarsi di fronte alle nostre ferite e debolezze. Perfetti. "Seeds Of Hate" è terribilmente complicata per quanto meravigliosa. "Twist Of Fate" e "Killing Machine" ci portano verso la tanta agoniata fine, nel senso che è proprio con queste che veniamo atterrati e colpiti in pieno torace dall'arma ben affilata del nostro distruttore, sperando di esalare al più presto il nostro ultimo respiro il maniaco continua a colpirci devastando tutto ciò che si contrappone tra i suoi colpi e la nostra fine. Veramente molto bello quest'album, di una cattiveria quasi unica. se credete ancora nel "Thrash" rinnovato negli anni ma sempre ben attacato alle tradizioni allora i "Destruction" fanno per voi. Un pò mi hanno sorpreso promettendomi di ascoltare i vecchi lavori di questi cattivoni, oltre logicamente ai fantasici "The Antichrist" e "Metal Discharge". Buon ascolto allora. Farewell My Friend,Farwell! 13 novembre Blanc Faces - Blanc Faces
Finalmente. Di tanto in tanto ci vuole un lavoro cosi ben fatto. Non sono solito ascoltare questo genere qui, ma qualcosa mi ha suggerito di provarci (per fortuna). Meraviglioso il lavoro di questi ragazzi di New York.Non vorrei esagerare dicendo che è il disco dell'anno, non lo penso assolutamente. Se cercate qualcosa di "Rock" melodico, allora acquistate quest'album. Bene. "Here's To You" è la prima song dell'album. forse anche la più bella. Bella la chitarra un pò cattiva e la voce molto "Foreigner". "Edge Of The World" esalta molto il cantato e una grande compattezza della band. Toccante nella parte centrale con un assolo breve ma intenso. "We'll Make The Best Of It" tende a ricordare le vecchie colonne sonore alla "Over The Top". "Stranger To Love" e la ballad toccante dell'album, per me meravigliosa (anche se già sentita). "Turn This World Around" prende bene, ma un pò troppo "Foreigner & Co." la traccia che segue "It's A Little Too Loud" è forse una delle meno belle, ma và benissimo nel contesto musicale. "Staying Power" è a mio avviso la song più accativante dell'intero album. Meraviglioso per come è cantata bene. Bravi. "Where Do I Go From Here" e "Beneath This Heart" ci accompagnano in maniera diversa verso l'uscita dell'album. Con "Pray For Me" esaltano nuovamente la loro bravura in fatto di melodia e innalzano notevolmente il valore di quest'album molto emozionante. Con le ultime due tracce "Sorry For The Heartache" e "We Will Rise" aumentano i giri di chitarra e ci salutano canticchiando delle strofe molto belle. Da ascoltare l'assolo finale nell' ultima track. Insomma vi ho parlato di un lavoro molto bello, probabilmente non il massimo per tecnica ma molto melodico. Se avete ascoltato per troppo tempo metal duro e volete ascoltare qualcosa di melodico provate questo allora, poi fatemi sapere. Un elogio particolare al cantante. Vero che prima di lui ci sono tanti, ma almeno lui ci ha provato senza disdegnare tale favore e paragone. Ciao. 6 novembre Timeless Miracle - Into The Enchanted Chamber
Perfetto! Era da tanto che non ascoltavo del buonissimo Power, e anche voi immagino. Ammettiamolo, c'è troppa spazzatura in giro, per questo vi parlo dei "Timeless Miracle". L'importante è che mi ascoltiate. Ok? Inizialmente pensavo a qualcosa di già sentito, (ma solo perchè fondono benissimo stili diversi) ma alla fine ho deciso di recensirlo per meriti incredibili. Originalissimo e molto fantasioso. Quest' album a dispetto della copertina è tutt' altro che scuro, anzi lo definisco "Happy". A mio avviso molto "Freedom Call" e "Rhapsody" con in aggiunta una spruzzatina di Folklore nordico. "Curse Of The Warewolf" ha il compito di aprire le danze, e ci riesce anche benissimo. Interessante la tastiera come s' impadronisce della scena in maniera perfetta. "Witches Of Black Magic" conserva le ritmiche della precedente con una chitarra leggermente più cattiva e mantenendo alto il livello. Nella title track si nota subito il cantante che ci guida in questa fantomatica camera dove incantano tutti con i loro dinamici suoni. Meraviglioso come tastiera, chitarra e violino ingannano i nostri sensi. Per me la migliore del disco. "The devil" inizialmente sembra una normale power per fare numero, ma subito mi spiazza con un gioco tecnico da far paura anche ai "Dragonforce". "The Red Rose" è la tipica canzone che si ascolta completamente, con un finale da decollo. "Return Of The Warewolf" è certamente la più trascinante. Lascia senza respiro. Con "Memories" abbassano solo i ritmi, ancora entusiasmante la tastiera. Magica. Con "The Gates Of Hell" decidono di farci rilassare con una certa "comicità", ma non prendetela sotto gamba, in qualche modo merita anche lei. "Down To The Gallows" è la song che più mi ha colpito al primo ascolto. Forse per la tastiera e quel coro da marionette. Boh. E infine "The Voyage" che non partecipa al concorso della più bella dell' album poichè troppo superiore. Sembrano quasi partecipare una decina di artisti diversi al completamento della song. La cosa più apprezzabile soni i continui e repentini cambi di ritmi. Insomma un lavoro bellissimo, che ridà luce all' "Happy Metal", e poi, che belli quei cori e suoni folkloristici che maggiormente caratterizzano l' album. Un elogio anche a tutti i membri della band, sopratutto al tastierista. Che aspettate ad acquistarlo? 5 novembre Primal Fear - Seven Seals -
I "P.F." anche se teutonici non mi hanno mai dato particolari soddisfazioni, poichè mi davano l'impressione di voler soltanto imitare i "Judas Priest" e i "Rage". Con Questo "Seven Seals" si sono rifatti nei miei confronti. Il cd inizia con "Demons & Angels" e "Roallcaster", la prima sfiora le ritmiche thrash mantenendo una velocità milto sostenuta, la seconda risulta più power ma anche più ragionata. Probabilmente con "Roallcaster" ci fanno capire che non sono cambiati tecnicamente ma stilisticamente. Con la title track si innalzano a livelli altissimi guidati da un Scheepers grandioso. In "Evil Speel" si riprendono in pugno il loro passato e in "The Immortal Ones" continuano ciò che avevano lasciato nella track precedente e lo modificano nel nuovo, in un passaggio fenomenale. Segue "Diabolus" che probabilmente è la song più bella dell'album poichè vi è tutto, anche un assolo da paura. "All For One" è quasi una seconda parte di "Diabolus", ma và bene cosi. Se per caso non ricordate il nome della band che state ascoltando in "Carniwar" vi risulterà semplicissimo riconescerla. Uno stile quasi inconfondibile. "Question Of Honor" è l'altra song che merita tantissimo. Azzeccata. Enorme il lavoro tecnico ma sopratutto di cervello che vi è dietro a queste songs. E purtroppo infine la tristissima "In Memory", la ballad che ci lascia speranzosi per un futuro molto prossimo. L'album risulta essere molto vario, ma attenzione i "Primal Fear" non sono cambiati ma bensi hanno utilizzato di meno i "muscoli" e si sono concentrati su un "ragionamento" più ampio delle songs. Ascoltare per credere. Unica pecca sono ancora troppo legati allo stile "halford" e "Rage", ma se il risultato è questo può anche andar bene. 9 octobre Terror 2000 - Terror For Sale
Non vedevo l'ora di parlarvi di quest'album. La band di cui vi parlo è una band che ha colto in pieno il significato della parola "Thrash". "Terror For Sale" è un lavoro all'insegna del divertimento, del fuck off a tutti ma sopratutto del disimpegno. L'album si apre con le velocissime "Five Star Prison", "Metal Mosh Massacre" e "Cheap Thrills" che già fanno notare di che pasta è fatta questa band. Si nota subito la mancanza degli assoli e la capacità del cantante di dare più impronta alle velocissime canzoni. A mio avviso rispettivamente un difetto e una qualità di questo album. "King Kong Song" e la canzone che forse maggiormente rispecchia la grande qualità di quest'album. Meraviglioso quanto scanzonato il ritornello. Si continua subito dopo con "Wrath Of The Cookie Monster" dove il growl è prorompente ed efficace. In "Satans Barbecue", "Flesh Fever Fiesta", "Liquor saved Me From Sports" e "Feed Up" i "Terror 2000" si esaltano e sopratutto lasciano senza respiro tutto e tutti mischiando un po le carte in tavolo presentando canzoni feroci e leggere con ritornelli divertenti dove è sempre il "Thrash" a spadroneggiare. In "Mummy Metal For The Masses" si supera il cantante ma anche la band con velocità e tecnica. In "Stattena T(h)rash" e "Bloody Blues Brothers" scappa quasi da ridere per il divertimento da spettacolo che riescono a dare e come se non bastasse inoltre la band riesce a tenere livelli tecnici altissimi, e infine "Dishwashing Demon" chiude la carrellata di canzoni. Bella anche quest'ultima. Insomma come avrete capito anche dalla recensione "Terror For Sale" pecca un pò di monotonia, certo non verrà ricordato come un capolavoro che ha cambiato la storia del metal ma di certo non può essere messo da parte. Lo consiglio perchè vi è del buon Thrash al suo interno, vi è dell'allegria e anche un ottimo livello tecnico. Sulla tecnica vorrei spendere qualche parola perchè è vero che non vi sono assoli ma per il resto superano molte band (sopratutto europee) che cercano di fare lavori complicati producendo poi infine album imbarazzanti. In parole povere spendete qualche euro per questo interessantissimo "Terror For sale".
5 octobre Biomechanical - The Empires Of The World
Sono veramente molto entusiasta a recensire questo album. il motivo principale è che probabilmente un cd cosi non l'avevo ancora ascoltato in giro, e ora vi spiego anche il motivo. Principalmente perchè come ben sapete la scena metal si sta evolvendo, e in questa evoluzione si stanno inserendo una marea di nuovi gruppi, (la maggior parte senza speranza) tra cui i "Biomechanical" con il loro secondo eccezionale lavoro. Il precedente si chiamava "Eight Moons" che in Italia come ovunque non ha avuto la fortuna che si meritava.Principalmente suonano un incrocio tra Heavy e Thrash con contaminazioni Prog. e Black in molti momenti del loro lavoro. Quindi vi lascio immaginare cosa combinano sul palco questi bionici Inglesi. per quanto riguarda il loro sito ufficiale e il design dell'album potrebbero sembrare per ispirazione ai "Fear Factory", ma in realtà cosi non è, anzi il risultato finale è totalmente diverso.In parole povere i ragazzi hanno aperto una nuova strada per i futuri gruppi e sperimentando a loro volta sono già distanti anni luce alle band Power e non solo. L'album parte subito con "Enemy Within", canzone che nei primi istanti ci colpisce con suoni che donano all'album un atmosfera bionica per poi continuare già a livelli altissimi. La seconda traccia "The Empires Of The World" che dà il nome all'album è già spumeggiante, cantato da paura, riff veloci e raffinati, assolo ipnotizzante e velocità da capogiro. Con "Assaulter" i nostri si avvicinano molto ai "Pantera" per poi allontanarsi in fretta e sputare via l'anima con dei riff più cadenzati e aggressivi ma mantenedo pur sempre velocità elevatissime.Con "Relinguished Destiny" decidono di abbassare per quasi tutta la canzone un pò le ritmiche dell'album per poi versarsi nell'ultimo minuto in un' esplosione di violenza da paura, ma tutto ben ragionato perchè adesso con "Long Time Dead" il gruppo decide di far rifiatare le pelli e le corde proponendo una song lenta ma non troppo. Quest'ultima a mio avviso inquina un pò tutto il lavoro nonostante tenga il livello delle songs sempre molto elevato. Comunque rimane bella, ragionata e molto tecnica. Subito dopo questa pausa di riflessione i ragazzi riprendono il ritmo incalzante e "Regenerated" non può avere un titolo più indovinato. Con "Dna Metastasis" si entra a tutti gli effetti nell'ultima parte del cd, o meglio del capolavoro, questa non si discosta dai ritmi della traccia precedente, è solo un pò meno raffinata nelle ritmiche, ma sempre ad altissimi livelli, come tutto il lavoro insomma. Con "Survival" i nostri cinque ragazzoni riescono ad avere quel suono tagliente e veloce che in pochi riescono, sopratutto a questo livello tecnico. Infine le due ultime tracce, "Existenz" e "Truth Denied". Dico le ultime due perchè poi vi sono le ultime quattro che fanno parte di un concept chiamato "Absolution". Intanto le due riescono a essere paurosamente belle, sopratutto "Truth Denied" che riesce a trovare una velocità da paura ed un assolo devastante. E ora il capolavoro, come non esito a definirlo. Un concept che mette insieme due album ma sopratutto la strepitosa inventiva dei nostri cinque commandos. "Final Offence" è una strumental che farebbe paura anche a "Orion", peccato che duri poco. Dopo c'è il breve intro "From The Abyss" che fa da apripista ad "Absolution". Quest'ultima è certamente la più bella song dell'album, e vi garantisco che non è facile superare le altre. Infine e purtroppo sò quello dico, giungiamo all'ultima traccia che è "Disintegration", l'ultima sferzata di vera potenza sonora che colpisce definitivamente il bersaglio lasciandolo incredulo al tappeto. Niente da dire, per quanto mi riguarda, ascoltare questo cd è come farsi un'idea della perfezione. Non posso usare aggettivi ahimè, non conosco ancora niente che possa eguagliare quello che ho appena ascoltato. Se i ragazzi si affermano, il metal cambierà certamente volto. Soltanto i "Nevermore" avevano provato a spingersi cosi oltre le frontiere, loro le hanno addirittura superate e speriamo riusciranno ad abbatterle. Finalmente l'Inghilterra ha trovato dei nuovi eroi. Speriamo che rispettino la grande tradizione anglosassone in modo da poter avere una nuova luce guida in futuro. 97 4 octobre Draconian - Arcane Rain Fell
La band svedese è tornata col suo secondo lavoro. Dopo l'eccezionale "Where Lovers Mourn" presenta il nuovo album spingendosi ancor più verso quelle ritmiche doom. I cambiamenti si denotano sopratutto per le ritmiche rallentate e la batteria più incisiva che fa scaturire un sound più cupo e riflessivo, ma i cambiamenti non sono solo questi ma anche e sopratutto nell' utilizzo delle due voci. Comunque l'incontro-scontro tra il "diavolo" Anders Jacobsson e "l'angelo" Lisa Johansson perdurano anche in quest' album, ma da dire c'è che l'utilizzo della lieta voce angelica è leggermente diminuito senza però metterla in secondo piano. Certamente in questo album non si troveranno assoli alla Malmsteen o riff tecnicamente elevati ma se vi interessa la stimolazione emotiva allora questo disco ne è saturo. L'album si presenta subito con la drammatica tristezza di "A Scenery Of Loss" per poi continuare con "Daylight Misery" che si presente con una lentezza cosmica per poi spiccare il volo ed esplodere poco dopo. La terza traccia è di sicuro la più doom dell'album, "The Apostasy Cantiche" in cui le chitarre allungano in maniera incredibile le proprie note e le atmosfere cupe e potenti esplodono in un incedere di grida e di sofferenze. Di seguito vi è "Expostulation", traccia di soli due minuti e poi la meraviglia indiscussa dell'album, e cioè "Heaven Laid In Angels (Angel's Lament)" che propone il massimo del gothic in una esagerazione emotiva che porta l'ascoltatore in un'altra dimensione per poi non fare più ritorno. Ad accompagnarci alla fine vi sono "The abhorrent Rays" e "The Everlasting Scar", la prima con il demone che si libera spezzando l'ultimo anello che lo tiene prigioniero del suo tetro cuore e la seconda che vede l'angelo in disperazione di fronte alla nera forza del demone. Due canzoni che esaltano terribilmente ciò che di più buio e nascosto vi è in noi e sopratuttp che ci accompagnano verso l'ultima traccia di sedici minuti, "Death, Come Near Me" che ci abbandona alla finale conclusione di un'avventura emotivamente esaltante e malinconica. A mio avviso un lavoro eccezionale da parte di questi Svedesi che hanno tutte le qualità per provare a sostituire i "My Dying Bride", ed è per questo che forse non meritano la piena promozione a parer mio poichè l'ispirazione musicale sembra molto simile ai "M.D.B." ma ciò non toglie i grandissimi meriti di questa band nel proporre un lavoro originale e comunque eccezionale per valore intrinseco. Da aqcuistare assolutamente. 2 octobre Adramelch -Broken History
Him - Dark Light
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